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La lavanda in cucina

Lavanda

Bisogna incoraggiare questa primavera un po’ autunnale: bisogna ricordarle che è la stagione dei fiori e dei profumi (e del sole). E se questo, alcuni giorni fuori manca, almeno in cucina non può mancare.

Oggi vi parlo della Lavanda e del suo utilizzo in cucina. 

La lavanda (nome scientifico Lavendula)  appartiene alla famiglia delle Lamiaceae ed ha l’aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza a spiga.

La lavanda è simbolo della Provenza, il suo profumo fa estate! Infatti, i mesi migliori per godere dei suoi fiori colorati sono aprile, maggio, giugno, luglio e agosto. Per coltivarla in giardino, ricordate che avrebbe bisogno di otto ore di sole al giorno.

Pensate che si narra, addirittura, che regalare questo fiore significasse “il tuo ricordo è la mia unica felicità”.

La lavanda è conosciuta fin dai tempi più antichi per le sue proprietà antiemetiche, antisettiche, analgesiche, battericide, vasodilatatorie, antinevralgiche, per i dolori muscolari ed è considerata un blando sedativo. L’olio essenziale di lavanda è l’olio eterico più utilizzato in profumeria.

Si usa in mille modi: per profumare ambienti e vestiti, nei prodotti per la casa, per l’igiene personale, per proteggersi dalle zanzare e anche in cucina!

Ma avete mai provato a usarla in cucina?

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Innanzitutto occorre specificare che si distinguono due principali parti commestibili nella pianta: le foglie da una parte e dall’altra le infiorescenze.

Se le prime hanno un profumo e un sapore delicato, i fiori tendono ad essere molto aggressivi a livello di intensità aromatica, obbligando chiunque li utilizzi a dosare con cautela le quantità.

Quindi, i fiori, freschi o secchi, hanno un aroma molto intenso e vanno dunque dosati con attenzione nelle ricette. 

Le foglie sono invece più delicate. Proprio quest’ultima caratteristica le rende adatte ai piatti salati e in tutte quelle ricette in cui i fiori risulterebbero troppo profumati.

Per i dolci potrete utilizzare i fiori, con un piccolo trucchetto nel caso il sapore fosse troppo intenso per il vostro palato. Basterà lasciare le infiorescenze nel latte tiepido per qualche minuto, il risultato saranno fiori più delicati e il latte, una volta passato al colino, potrà essere utilizzato per l’impasto.

Nelle prossime settimane vi lascerò alcune ricette con questo ingrediente, per ciò Stay tuned!

C.

 

 

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